Di: Redazione
In una Sardegna sempre più gambizzata dalla propaganda televisiva e giornalistica nazionale, per la contrarietà dei sardi alla speculazione eolica e fotovoltaica, giungono al pettine diversi nodi e tasti dolenti in favore di chi si oppone allo sfruttamento di territorio e risorse per l'energia rinnovabile.
In Alta Gallura, tra Tempio e Calangianus è scoppiato uno scandalo sull'energia prodotta da pannelli fotovoltaici, che riguarda vari reati contestati ad imprenditori, contro i lavoratori impiegati nella costruzione di impianti fotovoltaici nella zona. La notizia è stata approfondita dall'Unione Sarda a seguito di indagini condotte dalla Procura di Tempio.
Oltre 30 operai di origine straniera a prevalenza asiatica, venivano impiegati negli impianti di energia verde. Erano sfruttati con contratti non regolari che aggiravano le norme vigenti, da parte di aziende straniere. Gli imprenditori avrebbero aggirato le normativa europea sulla manodopera, eludendo gli obblighi relativi alla tracciabilità degli ingressi in Italia dei lavoratori provenienti da altri Paesi.
I lavoratori, dall'estate 2024, avevano trovato alloggio in una piccola casa di Calangianus, dove alloggiavano tutti (oltre 30 persone) stipati in un centinaio di metri quadrati. Il Sindaco Albieri, che era venuto a conoscenza della situazione, aveva fatto scattare prima i controlli, a cui era seguita un'ordinanza di sgombero.
Le indagini della Procura di Tempio hanno permesso di elevare ammende per oltre 200 mila euro e la denuncia di 5 soggetti. Nei maxi affari dell'energia verde, dunque stanno emergendo anche maxi irregolarità. L'energia pulita verde, si macchia di nero.
Foto copertina di Andres Siimon da Unsplash
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